EPIDEMIA DA COVID- 19 LE RACCOMANDAZIONI DEI GARANTI EUROPEI 

La Rete europea dei Garanti per l'infanzia e l'adolescenza (ENOC), nel documento "I diritti dei minorenni nel contesto dell'epidemia di COVID-19" del 1 aprile 2020, ha sottolineato, rispetto alla protezione da violenza e abuso (art. 19 e 34 CRC), che "esiste il pericolo che l'autoisolamento, la quarantena e il lockdown possano aumentare il rischio di violenza domestica e familiare e colpire i bambini in modo significativo. Pertanto: è necessario sensibilizzare sulla violenza e sugli abusi, comprese le punizioni fisiche, in particolare fornendo informazioni esaustive sulle linee di emergenza (helpline) e sulle piattaforme di informazione appropriate (tramite social network, radio, televisione) e per tutta la durata dell'epidemia di COVID-19; è necessario continuare a individuare, per quanto possibile, i professionisti dell'infanzia e dell'adolescenza che possono fornire sostegno; riconoscendo l'importante ruolo che le scuole svolgono nella cura e nella protezione dei minorenni, è opportuno considerare di mantenere l'offerta scolastica per i minorenni più a rischio". 


La figura del Coordinatore, inizialmente denominato "Mediatore del Parlamento europeo per i minori vittime di sottrazione internazionale da parte di un genitore", è stata istituita nel 1987 su iniziativa di Lord Plumb, allora Presidente del Parlamento europeo.


Ewa Kopacz è l'attuale Coordinatore del Parlamento europeo per i diritti dei bambini, nominata nel luglio 2019. 

È vicepresidente del Parlamento europeo.



Articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea: Diritti del minore


1. I minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione. Questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.

2. In tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l'interesse superiore del minore deve essere considerato preminente.

3. Il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.


La sottrazione internazionale dei minori


Si parla di sottrazione internazionale quando un minore avente la residenza abituale in un determinato Stato è condotto in un altro Stato senza il consenso di entrambi i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale, che comprende il diritto di determinare il luogo di residenza abituale del minore.

Alla sottrazione è equiparato il trattenimento del minore in uno Stato diverso da quello di residenza abituale, senza il consenso del genitore o di altro soggetto titolare dell'affidamento. Per semplificare il testo che segue, l'espressione "sottrazione internazionale" andrà intesa come riferita anche all'ipotesi del trattenimento all'estero.


Che cosa è possibile fare? 

Per proteggere i minori e risolvere le controversie derivanti dall'illecito trasferimento in uno Stato diverso da quello di residenza abituale, sono state stipulate convenzioni internazionali che definiscono regole applicabili in tutti gli Stati aderenti.La convenzione di specifico riferimento è la Convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.

La Convenzione dell'Aia del 1980 si applica nelle relazioni tra gli Stati che l'hanno firmata o vi hanno aderito, sempre che l'adesione sia stata accettata dagli altri Stati.

La Convenzione dell'Aia del 1980 è stata ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 15 gennaio 1994 n. 64 ed è attualmente applicata nelle relazioni tra l'Italia e molti altri Stati. 

L'elenco aggiornato dello stato delle ratifiche e adesioni si trova nell'apposita pagina del sito web della Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato.

Il Regolamento (CE) 2201/2003, applicabile nelle relazioni tra Stati membri dell'Unione Europea (esclusa la Danimarca), contiene norme integrative.


Entro quanto tempo è bene richiedere il ritorno ai sensi della Convenzione? 


La Convenzione non stabilisce entro quanto tempo dopo la sottrazione debba essere avviata la procedura per chiedere il ritorno del minore nello Stato di residenza abituale. Il decorso del tempo non è però irrilevante. Infatti, se la domanda per il ritorno è proposta all'autorità giudiziaria entro un anno dalla sottrazione, il giudice è tenuto a ordinare il ritorno del minore, se non ritiene integrate alcune specifiche ipotesi di rifiuto (articolo 13 della Convenzione dell'Aia del 1980).

Se invece la domanda è presentata quando è passato più di un anno dalla sottrazione del minore, il giudice dello Stato di rifugio può non ordinare il ritorno, se accerta che il minore si è nel frattempo integrato nel nuovo ambiente.


Come effettuare la richiesta?


La procedura per ottenere il ritorno di un minore sottratto illecitamente è normalmente promossa dall'autorità centrale dello Stato in cui il minore aveva la residenza abituale prima della sottrazione, su richiesta della persona che lamenta la sottrazione.


Per l'Italia, l'autorità centrale è istituita presso:

Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
Ufficio II - Autorità Centrali convenzionali
Via Damiano Chiesa, 24
00136 ROMA
tel. +39 06.68188.326/331/535
fax. +39 06.68808085
e-mail: autoritacentrali.dgmc@giustizia.it
PEC: autoritacentrali.dgmc@giustiziacert.it