COVID-19 Diritto di visita 

23.03.2020

Il diritto di visita da parte di genitori separati o divorziati: è spostamento necessario  previsto fra le situazioni di necessità del DPCM

La realtà in cui ci troviamo a vivere è particolarmente difficile e castrante. Nonostante tutto però siamo tenuti a rispettare quanto prevede la legge e le indicazioni dell'OMS per tutelare la salute di tutti (costituzionalmente difesa). 

Alcuni genitori però si sono posti il quesito: "ma come faccio a vedere mio figlio?". Beh, per fortuna il Governo ha ritenuto fra le "urgenze e necessità" anche il "diritto di visita" ai propri figli. 

Il 10 marzo è arrivato il chiarimento del Governo che ribadisce «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l'altro genitore o comunque presso l'affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio». 

Il diritto di visita e frequentazione è quindi consentito dai DPCM dell'8/9 marzo 2020, rientrando nelle "situazioni di necessità" ivi previste. 

Tribunale di Milano 

Anche il Tribunale di Milano, con provvedimento dell'11 marzo 2020, ha prescritto ai genitori di attenersi agli accordi raggiunti nel giudizio di separazione sulle frequentazioni padre-figli, nonostante i genitori abitassero in due Comuni diversi. 

Il Tribunale ribadisce che l'art. 1 domma 1, lett. a), DPCM 8 marzo 2020, n. 11 non preclude l'attuazione delle disposizioni di affido e collocamento dei minori e consente gli spostamenti finalizzati a rientri presso la residenza o il domicilio, cosicché nessuna "chiusura" di ambiti regionali può giustificare violazioni di provvedimenti di separazione o divorzio vigenti.
La questione riguardava un padre che, con ricorso in via di urgenza, adiva il giudice della separazione al fine di esercitare il diritto di frequentazione in precedenza concordato con l'ex coniuge. La moglie, si era trasferita temporaneamente andando così a ledere il diritto di vista all'altro genitore.


Il diritto di visita rimane invariato 


Il Tribunale si è pronunciato inaudita altera parte disponendo di attenersi alle prescrizioni di cui al verbale di separazione consensuale in quanto ha ritenuto vincolante ai fini del collocamento e frequentazioni con il padre il predetto accordo, motivando che sia il decreto ministeriale dell'8 che quello del 9 marzo non vietano l'esercizio di tale diritto. Pertanto ha ritenuto che: "in relazione alla contingenza determinata dalla diffusione epidemica COVID-19 non sussistono ragioni per considerare gravi ai sensi dell'art. 709-ter c.p.c. i comportamenti tenuti dal padre a tutela dei minori"; ed ha disposto "che le parti si attenessero alle previsioni di cui al verbale di separazione consensuale omologato".