Formia: diritti dei minori violati

05.03.2021

La cronaca e i giornalisti preferiscono "dare in pasto" all'opinione pubblica i ragazzi minorenni coinvolti? Non possiamo permetterlo.   

A Formia, in provincia di Latina, il 17 febbraio 2021 è stato ucciso un giovane 17enne del posto. L'omicidio sembra essere stato frutto di una lite banalissima, al termine della quale un coetaneo ha tirato fuori un coltello e lo ha colpito. 

Demandiamo all'Autorità Giudiziaria il compito di individuarne i colpevoli e giungere ad una conclusione, ciò che ci preme e sottolineare come diversi giornalisti abbiano scelto di pubblicare i nomi e i cognomi degli amici di Romeo Bondanesi, i quali sono soggetti minori di anni 18. 

La nostra normativa vigente e anche le indicazioni internazionali però invitano a non pubblicare immagini, dati personali o qualunque informazione che possa ricondurre ai minori . 

Per questo motivo abbiamo sentito la necessità di rivolgerci all'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Lazio, al Garante per la protezione dei dati personali, al Presidente del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti e al Presidente del Consiglio dell'Ordine di disciplina. Di seguito alcuni passi della lettera inviata alle autorità. 


Gentile dottore, Gentile dottoressa, 

A seguito della tragica notizia, trasmessa da diversi media locali e nazionali, le attività di Polizia Giudiziaria sono trapelate anche sui quotidiani ed hanno reso pubblici alcuni dati sensibili di coloro che, sembra, siano accusati dei reati di cui sopra. Tali soggetti però appartengono ad una fascia protetta dal nostro ordinamento e quello internazionale, ovvero sono minori di anni 18.

Come è noto, la Carta dei doveri dei giornalisti, tra i principi fondamentali a cui il giornalista deve ispirare il proprio ufficio professionale, inserisce il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza, senza alcuna discriminazione. Particolare attenzione pone riguardo ai minori di anni 18. Ribadisce la disciplina speciale già vigente nella materia dei minori e dei soggetti deboli, prescrivendo il rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 1989 sui diritti del fanciullo e delle regole sottoscritte con la Carta di Treviso per la tutela della personalità del minore, sia come protagonista attivo, sia come vittima di un reato. In particolare, dispone che il giornalista non pubblichi il nome o qualsiasi elemento che possa condurre all'identificazione dei minori coinvolti in casi di cronaca; eviti possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti; valuti comunque se la diffusione della notizia relativa al minore giovi effettivamente all'interesse del minore stesso.

La Carta di Treviso "per una cultura dell'infanzia", approvata e sottoscritta dall'Ordine dei giornalisti, ribadisce che il rispetto per la persona del minore richiede il mantenimento dell'anonimato nei suoi confronti, il che implica la rinuncia a pubblicare elementi che anche indirettamente possano comunque portare alla sua identificazione.

Richiamate tali previsioni normative, è doveroso ribadire come sia intenzione del legislatore nazionale e della comunità internazionale proteggere l'onore e la fama del minore, il quale è soggetto vulnerabile e preda facile del giustizionalismo sempre più diffuso in questo Paese. Qualora vi fossero delle responsabilità di questi giovani, sarà compito dell'autorità giudiziaria valutare le modalità per la rieducazione e il reinserimento degli stessi all'interno della società. Non possiamo però accettare che soggetti deboli, incapaci di comprendere anche la portata di ciò che viene di loro scritto, vengano esposti a tali rischi a mezzo della stampa e della televisione. 

Per i motivi di cui sopra, ritengo doveroso segnalare a Lei e alle autorità competenti, che alcuni giornalisti hanno violato le norme richiamate sopra, rendendo pubblici i nomi (e/o la possibile identificazione) dei soggetti che ora sono coinvolti in tale vicenda e sono minori di età. 

Auspichiamo pertanto un maggior impegno e una maggiore attenzione anche da parte delle Forze di Polizia nel fornire indicazioni di tale portata a soggetti estranei alle indagini, anche della stampa nazionale.