Italia: giustizia bloccata

04.06.2020

La giustizia è stato il primo ambiente che ha subito limitazioni importanti a causa dalla pandemia. Perchè? Il rischio era ed è davvero così alto nelle aule di tribunale? 

Da quando è stato dichiarato lo stato di emergenza si è provveduto immediatamente a chiudere i tribunali e le procura con dictat specifico ad avvocati e cittadini di non accedere. 

Forse solo la manifestazione di una evidenza che è insita all'interno del cuore della giustizia italiana, ovvero "non abbiamo bisogno di difese e cittadini, facciamo noi sentenze e imputazioni". Ahimè, una forma mentis che purtroppo a più riprese è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo. 

La stessa Corte infatti, la quale spesso si trova ad affrontare gravi violazioni dei diritti umani da parte dell'Italia, ha ricevuto in questi giorni un nostro ricorso per chiedere un intervento nei confronti del governo il quale ha permesso e sta permettendo questo blocco assurdo del funzionamento della giustizia. Un ricorso insolito, sappiamo che alla Corte si arriva solo al termine di ricorsi interni, ma in questo caso non vi è possibilità di ricorsi interni e pertanto si è provveduto ad adire la corte con un esposto del tutto particolare. 

Nel frattempo, il 20 maggio 2020, il Consiglio d'Europa ha formulato delle raccomandazioni all'Italia che però, come sempre, ha ignorato bellamente. 

Le raccomandazioni che vi lasciamo leggere qui sotto, riportano chiaramente un invito a "migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e il funzionamento della pubblica amministrazione" e "un'amministrazione pubblica efficace è cruciale per garantire che le misure adottate per affrontare l'emergenza e sostenere la ripresa economica non siano rallentate nella loro attuazione". 

Ius Familiae auspica una ripresa immediata e una trattazione delle cause con più attenzione e urgenza, molte famiglie e molte persone vittime di violenze attendono dall'Italia giustizia.