L'ONU all'Italia: basta violenze sui minori

02.04.2020

Il Comitato ONU della Convenzione sui diritti del Fanciullo ribadisce la sua preoccupazione per la poca attenzione alle violenze perpetrate ai danni dei minori. 

La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza - che l'anno scorso ha celebrato i 30 anni dalla sua approvazione - prevede che gli Stati che l'hanno ratificata si impegnino a far conoscere i principi e le disposizioni in essa contenuti sia agli adulti che ai bambini e affida alle organizzazioni non governative e agli altri organi delle Nazioni Unite il compito di promuoverne l'effettiva ed efficace applicazione (art. 45).

Le "Osservazioni conclusive" sono un documento estremamente utile perché tracciano la direzione che i programmi che vedono oggetto i minori devono intraprendere. Nel corso degli anni, attraverso questo strumento è stato possibile promuovere diversi cambiamenti e miglioramenti delle politiche sull'infanzia in numerosi Paesi nel mondo. 


"Pur rilevando le iniziative positive intraprese dallo Stato parte, tra cui la sensibilizzazione sulla violenza di genere e sessuale nei confronti dei minorenni, il Comitato si rammarica che non sia stato istituito un sistema nazionale di raccolta, analisi e diffusione dei dati e un programma di ricerca sulla violenza e i maltrattamenti nei confronti dei minorenni. Prendendo nota dell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 16.2 e con riferimento al proprio Commento generale n. 13 (2011) sul diritto del minorenne a non essere soggetto ad alcuna forma di violenza e alle proprie precedenti raccomandazioni (CRC/C/ITA/CO/3-4, par. 44), il Comitato raccomanda allo Stato parte di:

  1. utilizzando la ricerca nazionale del 2015 sui maltrattamenti nei confronti dei minorenni come punto di partenza, creare un sistema nazionale per monitorare e raccogliere dati sulla violenza nei confronti dei minorenni, in particolare rispetto a tutti i casi di violenza domestica perpetrati verso minorenni e sulla violenza perpetrata nei confronti di minorenni che vivono in situazioni di emarginazione e di svantaggio, e intraprendere una valutazione complessiva della portata, delle cause e della natura di tale violenza;
  2. rafforzare ulteriormente i programmi di sensibilizzazione e di educazione - comprese le campagne - con il coinvolgimento dei minorenni, al fine di formulare una strategia complessiva per la prevenzione e il contrasto della violenza verso i minorenni, che comprenda l'abuso e l'abbandono;
  3. introdurre nell'ordinamento una definizione completa e precisa di violenza nei confronti dei minorenni;
  4. incoraggiare programmi basati sulle comunità volti a prevenire e contrastare la violenza domestica, l'abuso e l'abbandono dei minorenni, anche con il coinvolgimento delle vittime, dei volontari e dei membri della comunità e fornendo loro sostegno formativo;
  5. garantire che i minorenni vittime di violenza ricevano cure specialistiche, sostegno e soluzioni riparative adeguate."

Si vous êtes français, vous avez besoin d'aide ou vous cherchez des informations sur la manière avec laquelle la France apporte son aide à la famille. Écrivez un courriel à marcoperfetti@dirittodifamiglia.eu


Sono queste le raccomandazioni del Comitato delle Nazioni Unite rivolte all'Italia, indicazioni che analizzano lo stato dell'attuazione della Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel nostro Paese.

In seguito all'esame a cui l'Italia è stata sottoposta lo scorso 22 e 23 gennaio, il Comitato ONU sui Diritti dell'Infanzia, oltre a complimentarsi per i progressi compiuti in seguito alla ratifica della Convenzione (avvenuta con L.176/1991), ha messo in evidenza gli ambiti in cui ritiene la condizione dell'infanzia sia invece a rischio o compromessa.

Continua il Comitato dicendo: 

Prendendo atto dell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 16.2, il Comitato, con riferimento al proprio Commento generale n. 8 (2006) sul diritto del minorenne alla protezione dalle punizioni corporali e da altre forme di punizione crudeli o degradanti, ribadisce le proprie raccomandazioni precedenti (CRC/C/ITA/CO/3-4, par. 35) e sollecita lo Stato parte a:

  1.  vietare esplicitamente per legge le punizioni corporali, anche leggere, in ogni contesto;
  2. sensibilizzare i genitori e il pubblico in generale sugli effetti dannosi delle punizioni corporali sul benessere dei minorenni;
  3. promuovere forme alternative positive, non violente e partecipative di accudimento e disciplina dei minori.

Indicazioni che riecheggiano come monito forte per un Paese come il nostro, il quale dovrebbe essere garante del benessere del fanciullo e invece, ancora oggi è lassista e non si occupa dei più piccoli. Con queste indicazioni, la Commissione ONU invita l'Italia e i suoi giudici ad essere più severa nel punire i reati puniti e previsti dagli artt. 571 e 572 del codice penale. 
Maltrattamenti e abuso dei mezzi di correzione, in alcune regioni particolarmente, sono l'ordine del giorno e questo non può essere permesso in quanto lede il superiore interesse del minore.