Minori: tutele per le pubblicazioni foto

22.01.2021

Sono numerosi i genitori che, fieri della loro prole, pubblicano numerosi video e foto dei minori. Ma quali rischi si corrono? Cosa dice la legge? 

Nel Regolamento generale sulla protezione dei dati troviamo una specifica attenzione per i dati personali dei minori all'art. 38 nel quale si legge che "I minori meritano una specifica protezione relativamente ai loro dati personali, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia interessate nonché dei loro diritti in relazione al trattamento dei dati personali". Viene così stabilita una "età del consenso digitale", vale a dire un limite di età sotto il quale è necessario il consenso del soggetto esercente la potestà genitoriale per il trattamento dei dati connesso ai servizi della società dell'informazione, quando tale trattamento si basi sul consenso del soggetto interessato (articolo 8 del GDPR). 

Questo significa essenzialmente che, per i servizi della società d'informazione che trattano i dati utilizzando la base giuridica del consenso, se l'interessato è un minore che non ha ancora raggiunto l'età del consenso digitale questo dovrà essere prestato dal genitore o tutore. L'età può variare tra Stato e Stato: il GDPR la fissa a 16 anni ma lascia ai vari Paesi la possibilità di abbassarla fino a 13. In Italia, il decreto legislativo 101/2018 ha abbassato a 14 anni il limite previsto dal Regolamento.


Ma il genitore può pubblicare le foto del figlio minore sui social? 

Pubblicare foto del minore su internet (Instagram, Facebook, Tik Tok ecc..) richiede il consenso di entrambi i genitori. Non solo: la pubblicazione dovrà rispettare il decoro, la reputazione e l'immagine del minore. Infine per i minori di età superiore ai 14 anni conta anche il loro parere. 

Tribunale di Mantova

Il giudice ha esaminato le principali fonti normative poste a tutela della vita privata e dell'immagine dei minori. 
La disciplina del diritto all'immagine contenuta nella L. n. 633/41 (c.d. legge sul diritto d'autore), quella in materia di riservatezza dei dati personali citando gli articoli 4, 7 e 8 del D. Lgs. 196/2003, oggi abrogati, gli artt. 1 e 16 della Convenzione di New York dei diritti del Fanciullo del 20.11.1989 (ratificata dall'Italia con L. n. 176/1991) e dell'art. 10 del Cod. Civ. concernente la tutela dell'immagine dell'individuo, quale interesse del soggetto a che il suo ritratto non venga diffuso e esposto al pubblico.

Ha affermato l'imprescindibilità del consenso di entrambi i coniugi per la pubblicazione delle foto ma, sulla scorta del carattere potenzialmente pregiudizievole della pubblicazione stessa ha anche ritenuto opportuno provvedere in via d'urgenza all'inibitoria di ogni pubblicazione per il futuro e ordinando la rimozione delle foto già inserite, in quanto secondo il Giudice di merito"l'inserimento di foto di minori su social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line, non potendo inoltre andare sottaciuto l'ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che taggano le foto on-line di minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati, come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia. Il pregiudizio del minore è dunque insito nella diffusione della sua immagine sui social network sicchè l'ordine di inibitoria e rimozione va impartito immediatamente".

I Giudici, quindi, in assenza di una previsione normativa specifica - hanno motivato le loro decisioni guardando al dettato normativo dell'art. 10 del Cod. Civ. e, sopratutto, degli artt. 1 e 16 comma 1 della Convenzione di New York sui diritti del Fanciullo ai sensi dei quali è vietata ogni interferenza arbitraria nella vita privata dei minori degli anni 18, nonché a quanto disposto dall'art. 96 della Legge 633/41: "Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa".

Regolamento generale sulla protezione dei dati personali

Con l'entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679 lo scenario normativo è mutato e si è arricchito di nuove disposizioni, in particolare meritano attenzione:

  • Il n° 38 (v. parte introduttiva del GDPR) dispone che: "i minori meritano una specifica protezione relativamente ai loro dati personali, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia interessate nonché dei loro diritti in relazione al trattamento dei dati personali. Tale specifica protezione dovrebbe, in particolare, riguardare l'utilizzo dei dati personali dei minori a fini di marketing o di creazione di profili di personalità o di utente e la raccolta di dati personali relativi ai minori all'atto dell'utilizzo di servizi forniti direttamente a un minore. Il consenso del titolare della responsabilità genitoriale non dovrebbe essere necessario nel quadro dei servizi di prevenzione o di consulenza forniti direttamente a un minore."
  • Il n° 51 specifica che: "Il trattamento di fotografie non dovrebbe costituire sistematicamente un trattamento di categorie particolari di dati personali, poiché esse rientrano nella definizione di dati biometrici soltanto quando saranno trattate attraverso un dispositivo tecnico specifico che consente l'identificazione univoca o l'autenticazione di una persona fisica".
  • L' art. 4 del GDPR definisce «dato personale»: "qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all'ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale". 
  • L'art. 8 - Condizioni applicabili al consenso dei minori in relazione ai servizi della società dell'informazione : "Qualora si applichi l'articolo 6, paragrafo 1, lettera a) [il consenso], per quanto riguarda l'offerta diretta di servizi della società dell'informazione ai minori, il trattamento di dati personali del minore è lecito ove il minore abbia almeno 16 anni. Ove il minore abbia un'età inferiore ai 16 anni, tale trattamento è lecito soltanto se e nella misura in cui tale consenso è prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale. Gli Stati membri possono stabilire per legge un'età inferiore a tali fini purché non inferiore ai 13 anni." - evidenziando e facendo propria la distinzione fra i c.d. petite enfantes e grands enfantes [adolescenti], già esistente nel diritto francese. 

Per i minori di anni 13, il legislatore francese, prevale l'esigenza di protezione e per gli adolescenti l'esigenza di tutelare i diritti di libertà in quanto hanno raggiunto capacità di discernimento e autonomia gestionale tale da poter esprimere i diritti di libertà che debbono comunque essere contemperati con le facoltà-diritti e con i doveri dei soggetti esercenti la potestà genitoriale

Pertanto, alla luce della nuova disposizione comunitaria, il consenso richiesto per il trattamento dei dati personali del minore, e dunque anche per le immagini che possano identificarlo, potrà - a seconda dell'età del minore interessato - essere validamente prestato o dallo stesso minore oppure dal soggetto che ne esercita la responsabilità genitoriale. 

Precisamente nel caso di minori infrasedicenni (ai sensi dell'art.8 de GDPR dai 16 e i 18 anni, o dai 13 anni in su a seconda della legislazione dello Stato Membro) - saranno questi ultimi a poter scegliere se prestare o meno il consenso al trattamento. Mentre per minori che non rientrino nella fascia di età sopra indicata il consenso, per essere valido, dovrà essere prestato dai soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, in vece dei propri figli, concordemente fra loro e senza arrecare pregiudizio all'onore, al decoro e alla reputazione dell'immagine del minore (art. 97 L.n. 633/41).

In tale prospettiva il legislatore italiano ha fissato il limite di età da applicare in Italia a 14 anni (così come l'Austria ad esempio),col decreto di adeguamento del Codice Privacy (D. Lgs. 101/18 art. 2 quinquies). Altri paesi invece hanno fissato l'età minima a 15 anni (Repubblica Ceca, Slovenia, Francia) o 13 anni (Spagna, Svezia, Inghilterra, Danimarca, Estonia, Lettonia, Finlandia e Portogallo).