ONU: difendere le persone LGBT

17.04.2020

L'ONU richiama l'attenzione  degli Stati sui problemi specifici incontrati dalle persone LGBT+ durante l'emergenza COVID-19 e propone misure per proteggerle.

L'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha pubblicato una nuova nota di orientamento per gli Stati e per le altre parti interessate su Covid-19 e sui diritti umani delle persone LGBTI. È necessaria un'azione mirata per proteggere le persone LGBTI in tempi di pandemia, dice l'ONU.

"Le persone LGBTI sono tra le più vulnerabili ed emarginate in molte società e tra quelle più esposte al Covid-19". Nei paesi in cui le relazioni omosessuali sono criminalizzate o dove le persone transgender sono prese di mira, c'è il rischio che non cerchino un trattamento per paura di essere arrestate o violentate", ha detto la commissaria Bachelet in un comunicato stampa.

"Sappiamo che gli sforzi per combattere la pandemia funzioneranno solo se i diritti alla vita e alla salute di tutti saranno protetti. Per le persone LGBTI, ciò significa individuare e affrontare i modi in cui sono particolarmente vulnerabili, garantire che non siano discriminati e trovare soluzioni. Significa anche garantire che le loro voci siano ascoltate", ha aggiunto l'Alto Commissario.

Le linee guida emanate dall'OHCHR identificano le principali preoccupazioni e definiscono le azioni chiave nel contesto della pandemia. Tra queste vi è la garanzia che le misure introdotte per mitigare l'impatto economico della crisi tengano pienamente conto delle persone LGBTI, poiché è più probabile che siano disoccupate e vivano in povertà rispetto alla popolazione in generale.


Violenza domestica

A causa delle restrizioni e l'obbligo di permanenza a casa, alcuni/e giovani LGBTI sono confinati in ambienti ostili con membri della famiglia o conviventi ostili. Ciò aumenta la loro esposizione alla violenza, all'ansia e alla depressione. È essenziale che i servizi di supporto e i rifugi rimangano disponibili durante questo periodo, sottolinea OHCHR.

In Italia purtroppo sia le forze dell'ordine, sia gli organi giudicanti, non comprendono quanto sia pericoloso lasciare in casa un ragazzo con i propri genitori che hanno scoperto la sua omosessualità. Le tutele sono pari a zero e quando i giovani fanno appello ai servizi di emergenza gli viene sconsigliato di denunciare, gli viene detto di non esagerare perché alla fine è normale che i genitori non capiscano il loro stato d'animo. L'ONU, per l'ennesima volta, si pone distante anni luce dall'Italia e invita il governo ad intervenire. Numeri di emergenza, assistenza psicologica e sopratutto case di accoglienza/protette ove i ragazzi possano rifugiarsi. 


La maggior parte dei giovani, anche neo maggiorenni, hanno paura a denunciare i soprusi dei genitori, hanno paura a lasciare casa perché non sanno ciò che trovano e non hanno sicurezze. Questo è spesso dimenticato dal legislatore che, ancora oggi, si rifiuta di emanare leggi che sanzionino penalmente la discriminazione a motivo dell'orientamento sessuale.