Patrick Zaky - Il prezzo della Verità

16.02.2020

Patrick George Zaki, 27 anni, egiziano di famiglia cristiana copta, dall'agosto scorso seguiva un master all'università di Bologna nell'ambito del Programma Erasmus Mundus

La vicenda 

Patrick George Zaki, giovane studente egiziano presso l'ateneo bolognese Alma Mater Studiorum, è stato arrestato all'aeroporto del Cairo il 7 febbraio, mentre tornava a casa per trascorrere un breve periodo di vacanza in famiglia, a Mansura.

Le accuse ruotano intorno a quanto Zaki avrebbe scritto su Internet a proposito della situazione politica in Egitto. Lo studente è stato interrogato per oltre 17 ore e sarebbe stato torturato con cavi elettrici. Tra le richieste fatte al giovane, la polizia ha indagato e chiesto conto dei rapporti con Eipr, l'organizzazione per i diritti civili che chiede giustizia per l'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito e ucciso in Egitto nel 2019.

L'attenzione internazionale 

L'associazione Eipr e Amnesty International hanno immediatamente portato alla luce quanto accaduto al giovane, destando così l'attenzione internazionale sul caso. Anche il presidente dell'europarlamento, David Sassoli il 12 febbraio ha chiesto l'immediata liberazione del giovane ed ha assicurato che la questione sarà affrontata dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al prossimo Consiglio Affari Esteri.

Sabato mattina Patrick ha partecipato all'udienza di riesame per rivalutare la custodia cautelare in carcere, richiesta dai suoi legali. All'udienza hanno partecipato rappresentanti dell'ambasciata italiana, canadese, statunitense e svedese. L'attenzione sul caso è molto elevata e il tribunale sente pressione ma l'Egitto non è disposto ad abbassare il braccio forte, il ministro degli interni Mahmoud Tawfik ha dichiarato di non accettare ingerenze da parte del parlamento europeo nelle questioni di giustizia egiziane. Il tribunale ha sentenziato, dopo appena qualche minuto, che l'ordine di carcerazione non verrà ritirato. Patrick resta in carcere. Durante l'udienza l'avvocato Huda Nasrallah porta alla luce il trattamento inumano riservato al giovane, anche Patrick riferisce le ore di interrogatorio subite con mezzi di tortura e senza l'assistenza di un legale, nessuna comunicazione alla famiglia. Ma al tribunale non importa, tutto è concesso nel regno di Al Sisi, tutto tranne il libero pensiero e la contestazione pacifica.

Alcuni giornalisti si sono avvicinati al ragazzo durante l'udienza e sono riusciti a strappargli alcune parole. Il corriere della sera riferisce alcune dichiarazioni di Patrick che certamente destano preoccupazione: Ti trattano bene? «Very bad situation» risponde Zaky. Tanto brutta? «Sono in una cella con 35 persone, abbiamo una latrina soltanto, la finestra è piccolissima». Sai che hai intorno tanta solidarietà? «Sì, bene, grazie, bene così». Subito dopo Patrick viene portato via e resterà in quella cella piccolissima almeno fino alla prossima udienza dove però non si potrà discutere sulla carcerazione.

Diverse città, Firenze, Berlino, Roma, Bologna, hanno organizzato eventi per destare l'attenzione internazionale sul caso per evitare di doverci ritrovare a piangere su di un corpo come per Giulio Regeni ed avere ministri degli Esteri che chiedono conto dell'accaduto sibilando ad uno Stato che continua a fare razzia di persone in barba ai diritti e alle regole del diritto internazionale.

Perché Patrick è stato arrestato?

L'Egitto ha messo fuori legge tutte le proteste non autorizzate nel 2013, mesi dopo che el-Sissi, allora ministro della Difesa, aveva guidato la rimozione del primo presidente democraticamente eletto del Paese, Mohammed Morsi. La rimozione è avvenuta dopo che il governo di Morsi, durato un anno, si è rivelato un fattore di divisione e ha scatenato proteste a livello nazionale. Nell'agosto 2015 il Presidente al-Sīsī ha firmato la nuova legislazione contro il terrorismo, su cui le ONG a tutela dei diritti umani hanno espresso forti riserve. La normativa prevede, tra l'altro, l'istituzione di tribunali speciali per giudicare più rapidamente i sospetti di attività terroristiche, l'introduzione della pena di morte obbligatoria per 13 reati e pesanti sanzioni per i giornalisti che pubblichino "false notizie" sui crimini di terrorismo in difformità rispetto alle dichiarazioni ufficiali delle autorità. Questa legislazione viene utilizzata per reprimere il dissenso. Difatti si teme che le accuse mosse a Patrick vengano reindirizzate in questa fattispecie normativa.

L'Egitto fa parte dell'ONU

Il 24 ottobre 1945 l'Egitto è entrato a far parte delle Nazioni Unite, per questo motivo abbiamo fortemente richiesto l'intervento del segretario generale e dell'alto rappresentante per i diritti umani anche in questa vicenda.

Corteo a Bologna

L'Alma Mater Studiorum di Bologna ha organizzato un corteo al quale si è unito anche il Comune della città. Lunedì 17 febbraio 2020 alle ore 18 dalla sede del rettorato in Via Zamboni, 33 partirà una processione di ragazzi guidata dal rettore Francesco Ubertini e il sindaco Virginio Merola che giungerà in Piazza Maggiore ove vi saranno gli interventi.