Sottrazione internazionale del minore

15.08.2020

La fattispecie di reato prevista dall'art. 574 c.p. può avere risvolti anche internazionali. I numerosi episodi che ci vengono raccontati dalla stampa ci debbono far riflettere. 

L'episodio che coinvolge in queste ore una minorenne figlia di Stefano e Aleksandra Dubrova sta popolando la nostra cronaca. Tentiamo di comprendere che cosa è accaduto. 


I fatti 

Secondo le prime ricostruzioni il tutto avrebbe avuto inizio quando la madre, che aveva deciso di trascorrere le vacanze in Svizzera in compagnia del nuovo fidanzato, si è rivola per prima al tribunale dei minori di Sassari per sottrazione di minore. I giudici però hanno rigettato il ricorso d'urgenza a fine luglio, fissando tuttavia un'udienza per il prossimo 11 settembre. Così la piccola è potuta restare per le vacanze con il padre in Costa Smeralda. 

La madre però non si sarebbe data per vinta e si sarebbe presentata con una guardia del corpo russa nella villa per reclamare la bimba: così mentre il bodyguard immobilizzava il padre della bimba, lei gli avrebbe strappato via la figlia. Ora sono in corso le ricerche della manager e della bambina.

Con un bodyguard si è presentata nella lussuosa villa dell'ex marito e, dopo averlo fatto aggredire, gli ha portato via la figlia contesa, una bimba di 9 anni. In Costa Smeralda è giallo sul caso raccontato oggi dalla Nuova Sardegna e sulla quale indagano i carabinieri di Porto Cervo dopo un lungo esposto-denuncia per sequestro di minore, violenza privata e violazione di domicilio presentato dal padre. I due genitori separati sono noti e facoltosi: lui un manager romano, lei un'imprenditrice russa con passaporto americano e residenza a Montecarlo.

La donna oggi ha risposto alle accuse del marito dicendo di essere stata picchiata e non il contrario. Bisogna dire che Ius Familiae fatica a credere a tale ricostruzione perchè la donna ha commesso diversi illeciti e pertanto non è più credibile, anzi riteniamo sia veramente vergognoso utilizzare il proprio genere per apparire la più debole quando in realtà il disegno criminoso è stato architettato ad arte. Ius Familiae auspica una condanna anche da parte degli ambienti che realmente ogni giorno si battono per l'emancipazione della donna, per l'uguaglianza e parità dei sessi e contro la violenza sulle donne, perchè tali comportamenti ledono l'immagine di coloro che realmente combattono contro atroci violenze messe in atto nei confronti delle donne. 


Che cosa prevede la legge? 

Come abbiamo visto, la donna aveva fatto ricorso al tribunale di Sassari che però ha rigettato le sue richieste e ha disposto che la bambina continuasse le sue vacanze in serena tranquillità. Purtroppo però, come spesso accade, la donna non accetta il provvedimento del tribunale e pertanto ha scelto di fare ciò che voleva contro tutto e tutti. 
Ora si apre una questione particolarmente delicata e con risvolti anche penalistici di rilievo. 

Ovvero, la donna si è macchiata dei reati p. e p. dagli artt. 574 e 605 del codice penale. 

Ma ora si apre anche una questione internazionale. La donna ha adito il tribunale di Monaco per farsi riconoscere l'affidamento esclusivo della bambina. 

Il Principato di Monaco però ha firmato la Convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 la quale prevede il rimpatrio del minore sottratto illecitamente e portato all'estero. I giudici monegaschi pertanto dovranno applicare sia la Convenzione di New York, ovvero ricercare l'interesse superiore del minore e la sua incolumità psicofisica e la Convenzione dell'Aja. Qual ora l'attività della donna venisse confermata e pertanto vi fossero rilevanze in ambito penale, allora dovranno anche eseguire il mandato d'arresto e riportare la donna in Italia. 


Come potrà il padre della bambina chiedere il rimpatrio ai sensi della Convenzione Aja? 

Per proteggere i minori e risolvere le controversie derivanti dall'illecito trasferimento in uno Stato diverso da quello di residenza abituale, sono state stipulate convenzioni internazionali che definiscono regole applicabili in tutti gli Stati aderenti.La convenzione di specifico riferimento è la Convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.

La Convenzione dell'Aia del 1980 si applica nelle relazioni tra gli Stati che l'hanno firmata o vi hanno aderito, sempre che l'adesione sia stata accettata dagli altri Stati.

La Convenzione dell'Aia del 1980 è stata ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 15 gennaio 1994 n. 64 ed è attualmente applicata nelle relazioni tra l'Italia e molti altri Stati.

L'elenco aggiornato dello stato delle ratifiche e adesioni si trova nell'apposita pagina del sito web della Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato.

Il Regolamento (CE) 2201/2003, applicabile nelle relazioni tra Stati membri dell'Unione Europea (esclusa la Danimarca), contiene norme integrative.


Entro quanto tempo è bene richiedere il ritorno ai sensi della Convenzione?

La Convenzione non stabilisce entro quanto tempo dopo la sottrazione debba essere avviata la procedura per chiedere il ritorno del minore nello Stato di residenza abituale. Il decorso del tempo non è però irrilevante. Infatti, se la domanda per il ritorno è proposta all'autorità giudiziaria entro un anno dalla sottrazione, il giudice è tenuto a ordinare il ritorno del minore, se non ritiene integrate alcune specifiche ipotesi di rifiuto (articolo 13 della Convenzione dell'Aia del 1980).

Se invece la domanda è presentata quando è passato più di un anno dalla sottrazione del minore, il giudice dello Stato di rifugio può non ordinare il ritorno, se accerta che il minore si è nel frattempo integrato nel nuovo ambiente.


Come effettuare la richiesta?

La procedura per ottenere il ritorno di un minore sottratto illecitamente è normalmente promossa dall'autorità centrale dello Stato in cui il minore aveva la residenza abituale prima della sottrazione, su richiesta della persona che lamenta la sottrazione.

Per l'Italia, l'autorità centrale è istituita presso:

Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
Ufficio II - Autorità Centrali convenzionali
Via Damiano Chiesa, 24
00136 ROMA
tel. +39 06.68188.326/331/535
fax. +39 06.68808085
e-mail: autoritacentrali.dgmc@giustizia.it
PEC: autoritacentrali.dgmc@giustiziacert.it