Diritto di Famiglia


Dirittodifamiglia si occupa della difesa dei minori e della famiglia. 

Poniamo attenzione alle famiglie violente, bambini vittime di genitori autoritari e aggressivi.  Poniamo attenzione e studiamo le disposizioni dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, del Coordinatore per i diritti dei minori dell'Unione Europea e del Comitato delle Nazioni Unite per l'Infanzia e l'Adolescenza. Chiediamo l'intervento del legislatore sulle questioni che riguardano i più piccoli. 

Puoi chiedere una consulenza riguardo ai tuoi diritti e ai diritti della tua famiglia nei procedimenti che riguardano gli affidi e puoi chiedere assistenza e aiuto se sei vittima di violenze in famiglia. 


Se sei un legale, uno psicologo o un operatore sociale puoi rivolgerti a noi per conoscere studi, ricerche, avere assistenza o informazioni riguardo ai diritti dei minori e della famiglia a livello nazionale, europeo e internazionale. 

Bambini e adolescenti 


L'articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea stabilisce l'obiettivo per l'UE di promuovere la tutela dei diritti del minore. Di questo impegno normativo, ne abbiamo fatto una vocazione nel proteggere interessi dei minori. 



Le raccomandazioni delle Nazioni Unite all'Italia 

Uno stimolo per il nostro Paese 


L'ascolto del minore nei procedimenti 


La Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza all'articolo 12 prevede che "la persona di minore età deve avere, in particolare, la possibilità di essere ascoltata in tutti i procedimenti giudiziari e amministrativi che la riguardano, direttamente o tramite un rappresentante o un organo appropriato, compatibilmente con le norme procedurali nazionali". Il diritto all'ascolto costituisce un tassello fondamentale del principio del superiore interesse  del minore sancito all'articolo 3 della Convenzione. Principio che è perno, finalità e insieme strumento di tutela delle persone di minore età.

A livello sovranazionale, l'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea siglata a Nizza nel 2000 e poi riconfermata nel 2007 - che ha lo stesso valore dei trattati, in forza del Trattato di Lisbona - ha confermato la necessità che le istituzioni pubbliche e private provvedano a sentire il minorenne a proposito delle vicende che lo riguardano.

Inoltre, il regolamento (CE) n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale - che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 (cosiddetto Bruxelles II bis) - individua nel mancato ascolto uno dei motivi di non riconoscimento delle decisioni relative al ritorno del minore (art. 11) nonché di quelle relative alla responsabilità genitoriale, a eccezione dei casi di urgenza (art. 23, lett. b).

Il Comitato Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ha affermato che è dovere di ogni stato assicurare il diritto del minore di essere ascoltato, purché previamente e adeguatamente informato sulle questioni per le quali dovrà esprimersi, affinché il suo punto di vista possa essere di supporto all'autorità giudiziaria nell'adottare una decisione quanto più possibile aderente ai suoi bisogni (vedi Commento generale n. 12 del 1° luglio 2009 The right of the child).

Le Raccomandazioni ONU all'Italia (2019)


Il Comitato ribadisce le sue precedenti preoccupazioni (CRC/C/ITA/CO/3-4, par. 24), in particolare:


  • le disparità esistenti tra le Regioni relativamente all'accesso ai servizi sanitari, allo standard di vita essenziale e all'istruzione per tutti i minorenni nel Paese;
  • la prevalenza di atteggiamenti negativi nei confronti dei minorenni a causa del loro stato, origine, orientamento sessuale o identità di genere.
  • raccomanda che lo Stato parte garantisca piena protezione contro qualunque forma di discriminazione inclusa la sensibilizzazione rispetto all'istigazione all'odio nazionale, razziale o religioso
  1. mediante: l'adozione di misure urgenti per affrontare le disparità esistenti tra le Regioni relativamente all'accesso ai servizi sanitari, allo standard di vita essenziale, ad un alloggio adeguato, compresa la prevenzione degli sgomberi forzati, lo sviluppo sostenibile e l'accesso all'istruzione di tutti i minorenni in tutto il Paese;
  2. il potenziamento delle misure per contrastare gli atteggiamenti negativi tra i rappresentanti dello Stato e il pubblico;
  3. il potenziamento di altre attività preventive contro la discriminazione e, se necessario, l'adozione di azioni incisive a beneficio dei minorenni e in particolare quelli in situazioni svantaggiate e di emarginazione, come i richiedenti asilo, i rifugiati e i migranti; gli apolidi; quelli appartenenti a minoranze, compresi i minorenni Rom, Sinti e Caminanti; quelli nati da genitori non sposati tra loro; minorenni LBGT e quelli che vivono in famiglie LGBT; quelli intersessuati; quelli con disabilità; e i minorenni di strada.