Il Tribunale per i Minorenni in Italia venne istituito nel 1934 (RD. 20/7/1934 n. 1404) ed inizia ad operare come organo giudiziario specializzato che si occupava della giustizia penale, di taluni rapporti tra genitori e figli e dei "corrigendi", per i quali erano predisposti i riformatori. Da subito pertanto si è delineata la tripartizione delle competenze del Tribunale per i Minorenni in penale, civile e amministrativa, che tuttora permane. Con l'entrata in vigore nel 1942 del nuovo codice civile e del codice di procedura civile si innovano il diritto di famiglia, si istituisce la funzione dei giudice tutelare, che raccoglie l'eredità del Consiglio di famiglia e vengono disciplinati i procedimenti in camera di consiglio con norme tuttora vigenti e che costituiscono la procedura di riferimento del Tribunale per i Minorenni. Nel 1948 entra in vigore la Costituzione della Repubblica, che contiene disposizioni di grande rilievo per il diritto di famiglia e dei minori (artt. 2, 10, 30-32, 34, 38), ma bisogna attendere il 1956 (L. 25/71956 n.888), per vedere una riforma, che, oltre a portare a due il numero dei componenti onorari (un uomo e una donna) nel collegio, innovasse profondamente la competenza amministrativa, detta altrimenti "rieducazione", per i minori irregolari per condotta o per carattere, incentrata su un doppio ordine di misure: l'affidamento al servizio sociale del Ministero di giustizia (istituito nel 1962 con L. n.1085) ed il collocamento in casa di rieducazione. Nel 1967 (L. 5/6/67 n. 431), con l'introduzione dell'adozione speciale dei minori abbandonati, aumentava notevolmente il compito dei Tribunali per i minorenni per i quali venne istituito uno specifico organico, con contestuale autonomia rispetto al tribunale ordinario (L. 9/3/71 n.35). Soprattutto con la riforma del diritto di famiglia (L. 19/5/75 n.151), che ha innovato ampiamente la nostra materia veniva ampliata ulteriormente la competenza del Tribunale per i minorenni con un intervento però non organico, ma individuando nel dettaglio per quali istituti si dovesse ritenere la competenza dello stesso (art 38 disp att cc). Parallelamente si realizzava lo spostamento della competenza assistenziale dal Servizio Sociale del Ministero di Giustizia ai Servizi Sociali territoriali nella materia civile (dove, in realtà, operava largamente il personale degli enti nazionali) e amministrativa (DPR. 616/77, art. 23).

Limitandosi ad un sommario esame delle tematiche legate agli interventi nel settore civile circa 55 sono le competenze del Tribunale per i Minorenni, 27 del Tribunale Ordinario, 48 del Giudice Tutelare


Le principali (per importanza o frequenza) sono:

  • il controllo della potestà (art. 333 cc): ovvero gli interventi a tutela di minori in situazioni di disagio;
  • la decadenza dalla potestà genitoriale (art. 330 cc);
  • le procedure per dichiarare l'adottabilità (art. 8 e ss. l. n. 184/1983);
  • le adozioni nazionali (legittimanti e in casi particolari, rispettivamente art 25 e ss e 44 e ss. l. n. 184/1983);
  • le adozioni internazionali (art. 29 e ss. l. n. 184/1983);
  • l'autorizzazione ad avere informazioni sulle proprie origini da parte dei minori adottati (art 28 legge adozioni)
  • l'affidamento dei minori figli di genitori non coniugati (art 317 bis);
  • i contrasti nell'esercizio della potestà (art 316 cc);
  • le proroghe dell'affidamento consensuale (art 4 legge adozioni);
  • il riconoscimento dei figli naturali (art 250 cc);
  • la dichiarazione giudiziale di paternità e maternità (art 269 cc);
  • l'attribuzione del cognome per i figli naturali (art 262 cc);
  • l'autorizzazione al matrimonio del minorenne (art 84 cc);
  • l'interdizione e inabilitazione negli ultimi 6 mesi (art 414 cc);
  • l'autorizzazione per i genitori stranieri a permanere in Italia a seguito del minore (art 31 l. 286/1998);
  • le procedure per il rimpatrio dei minori sottratti (Convenzione dell'Aja 25.10.1980 ratificata con legge 15.1.1994 n. 64).

In particolare ci preme precisare come sia fondamentale il ruolo del Tribunale per i minorenni nei procedimenti in cui vi sono genitori violenti e figli maltrattati. 

E' necessario che chiunque abbia il sospetto che il bambino sia maltrattato o viva in situazioni di vita degradanti segnali con urgenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, con un esposto, tale realtà. 


Il tribunale per i minorenni di Bologna 

si trova in Via del Pratello, 36 - 40122 BOLOGNA (BO) 

E-mail: tribmin.bologna@giustizia.it
Tel. 051.2964880 - 051.224964 (cancelleria civile)
fax: 051.230838 (segreteria) 

Per effettuare segnalazioni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, scrivici nella sezione contatti.